Immacolata Concezione

"Ave Signora, santa regina", scrive Francesco d' Assisi rivolgendosi a Maria, e insieme a voi, cari fratelli, nella solennità dell' Immacolata Concezione vogliamo orientare i nostri pensieri a Lei, la "Tutta Bella" di cui tanto hanno scritto, pensato e parlato i Santi, i Padri della Chiesa e i Teologi ma sempre tanto poco rispetto a ciò che resta avvolto dal Mistero di Dio.
La Lettura tratta dal libro della Genesi che la Liturgia propone in questa seconda domenica d' Avvento sembra donarci una tenera carezza e riaccendere nel cuore la speranza che non tutto è perduto perché se da un lato la fragilità umana "insidia il calcagno" della "Donna", dall' altro sarà lo stesso calcagno a "schiacciare" la "testa del serpente" che ad ogni costo vuole insinuarsi nella nostra debolezza per ingannarci e darci da mangiare quel boccone amaro.
Il cuore di tutto il brano è qui: una Madre insidiata, infastidita da chi può minacciare la sua prole e che riesce a trasformare quella debolezza in un punto di forza. Lei che la debolezza del peccato non l'ha mai conosciuta ma che teneramente ne ha portato nel grembo il "Rimedio".
Ci siamo chiesti cosa mai possa accomunare i nostri progenitori e Colei che S. Francesco orgogliosamente chiama la "santa genitrice di Dio, Maria", e immediatamente abbiamo esclamato: "la fretta!".

La fretta che per i primi è stata motivo di rovina, si è rivelata in Maria premurosa urgenza di compiere la volontà di Dio, quella Volontà che l'ha resa "eletta dal Santissimo Padre celeste" (per riafferrare le parole del Poverello di Assisi): si, Maria è "Benedetta" perchè ha saputo tanto umilmente attendere quanto obbedire in fretta al volere di Dio.
L' Evangelista Luca ci conferma che è "promessa sposa", aspetta pazientemente che Giuseppe la accolga nella "casa di Davide".

E subito dopo le parole dell' Angelo attende un chiarimento, fa domande assennate, giudiziose, prudenti non per mancanza di fiducia nel suo Signore ma per la "fretta" di soddisfare il volere del Padre da cui si sente amata in ogni singola particella della sua persona.
Poi leggiamo la fretta con cui saggiamente risponde: "Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola" che ci chiarisce quanto poco abbia impiegato Maria a proclamarsi serva del Padre che da quel momento attenderà come suo Figlio e Sposo.
Una condizione che per la mente umana senza l'ausilio della fede è impenetrabile, Maria la comprende e accoglie in fretta in virtù di quella consacrazione al "Dio Uno e Trino" abbracciata con l' Immacolata Concezione per la quale è stata scelta "prima della creazione del mondo" e "secondo il disegno d' amore del Padre" ricorda S. Paolo agli Efesini e a noi tutti oggi.

Il Progetto d' amore in cui Anna e Gioacchino hanno sperato, quello in cui Maria si è vista "coperta dall' ombra" dell' Altissimo, fortificata dallo Spirito Santo e che l'ha resa "palazzo, tabernacolo, casa, vestimento, ancella e Madre" del "Figlio diletto", direbbe Francesco.
L' immagine di una Donna che a tratti sembra inarrivabile per la sua purezza, bellezza, per i privilegi, l' umiltà, la santità, il candore e la "saggia fretta" si avvicina a noi per mezzo di quel piano che ci ha "fatti eredi, predestinati a essere lode della Sua gloria".
La Donna che accorcia le distanze tra la nostra fragilità e il bisogno di "ricchezza a sufficienza" che è Dio; la Madre che senza indugio accetta di collaborare per salvare il mondo; la "Tutta Bella" a cui possiamo somigliare per Grazia se scegliamo di mantenere monda la veste Battesimale che ci rende "da infedeli, fedeli a Dio", ci assicura il grande innamorato dell' Immacolata, Francesco d' Assisi nel "Saluto alla Beata Vergine Maria"

Anche noi insieme a Maria possiamo partecipare al Progetto d' Amore attraverso la Speranza che è Cristo e con il Salmista cantare al Signore: "un canto nuovo perché ha compiuto meraviglie".
In che modo? Vivendo autenticamente la semplicità della quotidianità come umilmente l'ha vissuta Maria; riconoscendo la Sapienza, propria di Dio, negli eventi della vita che a primo acchito possono sconvolgerci come "fu molto turbata" la stessa Madre della Sapienza; e infine "in fretta" dire il "Si" che può arricchire noi stessi e l' altro.

Ringraziamo il Signore per aver donato alla nostra famiglia francescana uomini come il Beato Duns Scoto, S. Massimiliano Kolbe, S. Bonaventura, S. Bernardino da Siena, il terziario Beato Raimondo Lullo e altri che con intuizione quasi "profetica" hanno anticipato e difeso il concepimento preservato dal peccato originale di Maria Immacolata che il nostro Ordine assume come Patrona custodendo la venerazione che muoveva lo stesso Serafico Padre verso Colei che ha dato a Gesù Cristo "la vera carne della nostra umanità e fragilità, rendendolo nostro fratello".

Ti salutiamo affettuosamente, cara sorella e caro fratello, con l' augurio che sull' esempio di Maria possiamo insieme divenire grembo fecondo, annunciatori di Verità, messaggeri di Speranza, collaboratori di Salvezza, dispensatori di Misericordia e servi docili e attenti che rispondo "in fretta" alla richiesta del Padre.

Fra Daniele e Fra Paolo