1^ domenica di Avvent0
2024
Pace e bene, carissimi amici e buon inizio del periodo d' Avvento.
"In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio giusto" e "realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa d' Israele", abbiamo ascoltato dalla prima lettura di questa domenica che segna l' inizio delle settimane di attesa.
E ancora: "A te,
Signore, innalzo l' anima mia, in te confido", più volte abbiamo ripetuto con
il Salmo responsoriale. Ecco, in te confidiamo, germoglio di Davide; in te
vogliamo riporre gli "affanni della vita" che appesantiscono i nostri cuori;
nella Tua luce vogliamo dissipare le "tenebre de lo core mio", avrebbe
detto Francesco d' Assisi perché l' Avvento non è "qualcosa" ma è Qualcuno che
viene a visitarci, a salvarci, a donarci la Vita nella sua, a dare pienezza e
concretezza al nostro cammino; è il Dio d' Amore che ci invita a risollevarci e
ad alzare il capo perché "la liberazione è vicina", ci ricorda l' Evangelista
Luca.
E la nostra liberazione è nei "suoi sentieri", nel Signore che "si confida con
chi lo teme", e di questo verbo che letteralmente sembrerebbe avere un'
accezione negativa, vogliamo cogliere il tratto semantico più tenero e cioè: "colui
che Lo ama, che Lo aspetta"; colui al quale il Signore vuol "far conoscere la
sua alleanza" e vuol far "crescere e sovrabbondare nell' amore", scrive Paolo
ai Tessalonicesi e a noi tutti oggi.
Il carattere cosmico che Gesù utilizza nel Vangelo di questa domenica per collocare i segni della sua venuta non devono essere ragione di spavento e terrore ma possiamo leggerne con il grande amatore delle Creature di Dio l' esortazione alla speranza attesa da tutto l' Antico Testamento: la Salvezza sta per arrivare nella nostra vita!
Ma chi preannuncerà che
quel Dio-Uomo è nella nostra vita sempre? Non è forse quel "messor lo frate
sole" che dell' Altissimo "porta significazione" che cioè ogni mattina ci dona
un nuovo giorno, rischiara la nostra vita con l' azione luminosa che contempla
in Dio? Non è il sole che ci riscalda e al tramonto ci lascia consolare da
"sora luna e le stelle"?
Eppure in un tratto del Vangelo che lascerebbe in bocca l' amaro dell'
apocalittico, Gesù usa proprio i segni più "luminosi" per rasserenarci e
manifestarsi.
"In celu l' ai formate clarite et pretiose et belle". Si, quella luna e le stelle in cui ci saranno i segni sono "clarite", chiare, bianche come perle, candide come sorella Chiara, la stella che fa compagnia a Francesco durante le sue notti tenebrose.
E poi abbiamo ascoltato Gesù menzionare "il fragore del mare e dei flutti", la "sora aqua" in cui il Poverello di Assisi ammira tutta la "Bellezza" dell' Altissimo quando la definisce "molto utile et humile et pretiosa et casta". Non a caso, a preannunciare la venuta della Salvezza è un elemento "utile" quanto il sole: l' acqua del mare, senza la quale vi sarebbe solo deserto, e il suo "fragore" che, confuso dai "popoli in ansia", non indica "angoscia" ma nell' alzare i suoi flutti diventa eco della stessa "voce di Dio".
E questa "sora aqua" non è solo molto utile ma anche umile e preziosa poiché nella sua trasparenza, limpidezza e semplicità ci riporta alla purezza di un Dio senza il quale non abbiamo salvezza proprio come senz' acqua non avremmo vita.
E infine a fare da
trono al Dio che viene, abbiamo una "nube", il "frate vento et aere et nubilo
et sereno et omne tempo" e per mezzo dei quali alle Sue creature, l' Altissimo
dona "sustentamento". Il respiro del mondo, il soffio di Dio in quella nube, il
segno della "Sua libertà" che ci assicura attraverso Geremia nella prima
lettura. Francesco ha ben ascoltato il vento che spinge quella nube e che muove
il mare e flutti di cui ci ha parlato il Vangelo, lo stesso vento che ci fu
sulle acque durante la creazione (Genesi 1). E in quel soffio, altro non ha
saputo intenderci che le "fragranti parole del mio Signore", scriverà nella
Lettera ai fedeli, per mezzo delle quali ha trovato il "sustentamento", ossia
il "Cibo di Vita" e da buon amministratore della Parola (probabilmente facendo
riferimento al suo Ministero Diaconale), non esita a fare ciò che lo stesso
Cristo ha fatto "in quel tempo con i suoi discepoli", cioè annunciare la
Speranza attraverso i segni più semplici e dolci che troviamo in natura, quegli
elementi che il peso degli "affanni" della fragilità umana potrebbe portarci a
confondere.
E' lo stesso invito fatto da Gesù: "risollevatevi e alzate il capo, perché la
vostra liberazione è vicina".
Una pagina dal gusto dolce, quella del Vangelo di oggi, una piacevole melodia
tra le tante note stonate che assillano le nostre orecchie con la quale, il
Salvatore dell' umanità vuol venire ad assicurarci la sua vicinanza e lo fa con
un monito particolare: "Vegliate in ogni momento pregando".
Facciamo nostra la Parola che la Liturgia ci propone come inizio di un periodo
in cui il "frastuono" può essere sostituito dal silenzio meditante della
Vergine dell' Attesa.
Impegniamoci a svuotare il "grembo" da quel laccio che ci abbatte di cui ci
parla Gesù per far spazio al "germoglio giusto" ed essere sull' esempio di
Maria, generatori d' Amore come lo fu
S. Francesco quando nella stessa lettera già sopra citata chiarisce: "siamo
genitori di Cristo quando lo portiamo nel nostro cuore e nel nostro corpo
attraverso l' amore e la pura coscienza, e lo generiamo attraverso il santo
operare, che deve risplendere in esempio per gli altri" (FF 200).
Accogliamo l' invito a vivere questo periodo come occasione di speranza e non
di paura, come momento di attesa e non di banale superficialità.
Facciamo nostre le
parole del salmista che citavamo all' inizio, confidiamo in quel "germoglio"
che oggi il Signore vuol piantare in noi come lo fece sbocciare nel grembo di
Maria.
Possiate, cari fratello e sorella, scorgere Speranza in quel sole, in quelle
stelle, nel mare e nel vento, la luce di Maria in quella luna che non brilla
autonomamente ma è solo riflesso dell' Altissimo a cui tutti questi doni "se
Konfane", cioè si addicono solamente al Padre che attraverso essi vuole
elargire nei nostri cuori la speranza e la certezza di essere figli amati.
Buon cammino d' Avvento.
Fra Daniele e Fra Paolo